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Diario di una turista per caso

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Ero stanchissima: la frenesia della mia bellissima città mi stava iniziando un pochino a logorare. Così decisi di prendermi una pausa, una piccola vacanza per ritrovare me stessa e per dedicarmi del tempo. Non avevo a disposizione moltissimi giorni, il mio datore di lavoro poteva concedermi qualche giorno, non di più. Ero in crisi per la destinazione, non volevo perdere troppe ore in viaggio, che sarebbero poi diventate nuovo motivo di stress. Come un fulmine a ciel sereno mi tornò in mente Claudio, che era stato in Abruzzo di recente. Perfetto, avevo finalmente la mia meta: Scanno. Presi il telefono e prenotai al volo senza pensarci troppo. Mi allettava l’idea che, con nemmeno due ore di macchina, mi sarei ritrovata immersa nel verde, nella semplicità e nella pace.

Giunta nel fiore all’occhiello d’Abruzzo, iniziai a respirare quella sana genuinità, che avrei voluto colorasse ogni mio singolo giorno. Gli scorci, i balconi e i vicoli del magico paese, arroccato tra le montagne abruzzesi, era come se sussurrassero una storia da scrivere. Passeggiando per le strade venivo inebriata dagli odori provenienti dalle cucine delle signore scannesi, che solerti erano ai fornelli. Per i vicoli mi assaliva una sensazione di piacevole smarrimento, e, sinceramente, volentieri mi perdevo. Le persone che incontravo mi sorridevano; erano tutti gentili e premurosi, dispensatori di consigli e curiosità sul circondario.

Ho fatto moltissime passeggiate su sentieri montani, quasi sempre da sola; era come se riuscissi a mettere ordine ai pensieri in quel rumoroso silenzio. Trascorsi forse più di due ore, seduta su una pietra, a guardare il famoso lago a forma di cuore; fui richiamata alla realtà dal freddo pungente. Allo specchio non mi riconoscevo più: avevo perso il mio smunto pallore e al suo posto avevo due guance rosee; l’appetito era tornato prorompente. Avevo ritrovato il gusto di mangiare, di assaporare lentamente gli abbondanti piatti che mi scorrevano d’innanzi. Esperienze culinarie che viziavano tutti i sensi.

Dulcis in fundo, le piccole botteghe, decorate nel minimo dettaglio, perfette per acquistare unici prodotti della tradizione manifatturiera. Mi è rimasto nel cuore “Il gioiello del tombolo”, altare dell’eleganza, nato dalle mani esperte e pazienti di Federica Silvani. Fu un piacere conoscerla, con dolcezza ed estrema calma mi accompagnò nella scelta del gioiello giusto per me. D’altronde ve ne erano tantissimi e uno più bello dell’altro. Uscita da lì, mi sentivo completa, portavo con fierezza quella piccola bustina, contenente un vero e proprio gioiello: il ricordo di quei quattro splendidi giorni. Scanno è un luogo che porterò per sempre con me, dove non solo ho ritrovato me stessa, ma le persone di una volta, quelle buone, quelle che.. fanno tanto bene al cuore.

AdminDiario di una turista per caso

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